No…

26 Maggio 2007 3 commenti


Non dormo più.
Perchè?

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EMERCENCY A PIAZZA FARNESE

23 Maggio 2007 6 commenti


Venerdì 25 maggio dalle 18.30

in Piazza Farnese

Con Emergency: dateci la chiave per la liberazione di Rahmatullah Hanefi e

il riavvio delle attivita’ di cura di Emergency in Afghanistan

Con Vauro Senesi , medici e infermieri

che in questi anni hanno lavorato con Rahmatullah

e in favore di tutte le vittime della guerra

e con

Ascanio Celestini

Eugenio Bennato

Taranta Power

Letture , musiche e danze

ma anche momenti di riflessione e testimonianza

Ancora una volta saremo in tanti?se vieni anche tu !

EMERGENCY Sede di Roma

Via dell’Arco del Monte 99/A

00186 Roma

Tel. +39 06688151

Fax +39 0668815230

www.emergency.it

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L’ASSENZA

18 Maggio 2007 15 commenti


Una notte, dopo aver lavorato incessantemente da un collega, tornò a casa molto tardi. Parcheggiò lo scooter davanti al cancello bianco, spense il motore. Scese lentamente dal mezzo e si sfilò il casco stando attendo a non strappare le cuffiette che aveva nelle orecchie. Infilò le chiavi nella toppa e aprì la porta. Entrò in casa, accese la luce, richiuse la porta alle sue spalle e posò il pesante zaino in terra.
Poi si guardò intorno… ma non si trovò.

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Via Jenner

15 Maggio 2007 11 commenti


Andrea si soffia sulle dita perchè ha appena scongiurato un attacco del Benfica.
Joao Pinto ha sfiorato il gol e ora la palla è tra i piedi di Chè Jordao che scarta tre avversari e segna un gran gol per la gioia dei tifosi del Belenenses. Io bestemmio e mi alzo dalla sedia: subire un gol al 90′ non fa mai piacere…
Spesso finivano così le partite di Sensible Soccer in quelle domeniche nella casa di Via Jenner. Andrea, che era indubbiamente il più forte tecnicamente, vinceva i campionati e io magari mi portavo a casa una Coppetta. I joy-stick rossi e neri erano bollenti sotto le nostre mani sudate. Io e Andrea consumavamo l’Amiga, sul tavolo c’erano appoggiati i nostri libri di Chimica e Diritto Costituzionale. Giancarlo, Urbano e Maurizio erano sdraiati sul letto a fare la memoria per lo spettacolo di Sergio e spesso e volentieri a metà pomeriggio arrivava una telefonata di Luca che ci invitava a una serata degli Apple Pies. Era il 1992.
Poco fa sono passato sotto quella casa di Monteverde. Mi sono fermato davanti al civico 119. Di fianco una volta c’era un alimentari ora c’è una roba tipo oreficeria con un’insegna blu di merda… La terrazza era buia… quindici anni fa le luci si spegnevano non prima delle 4,00. Quindici anni fa avevo una XL 125, ora uno scooter che non ricordo nemmeno come si chiama. Io non ho molto rispetto per gli scooter, sottospecie di moto. Quindici anni fa scendevo le scale che già dormivo, aprivo il portone sbadigliando… spesso prima di andare via citofonavo e ci risalutavamo ripetendo le frasi di Magnotta o di Cacace. Magari Giancarlo mi aveva appena cazziato perchè mi ero affacciato dal balcone gridando il suo cognome. Monteverde ci accoglieva silenzioso.
Poco fa un po’ mi sono commosso. Ma senza sentimentalismi, senza quelle cagate nostalgiche del “come eravamo” del “ci siamo voluti tanto bene”. Io non ero migliore, ero solo diverso… un giovane con i suoi amici giovani. In quella casa di via Jenner ho imparato che la pigrizia è la mia tecnica di creazione. Sdraiato sul quel letto della camera di Gianca e Andrea mi venivano idee che scrivevo poi negli spettacoli. E mi venivano nel relax del cazzeggio. Mentre pranzavamo la domenica ad orari improbabili le nostre conversazioni spesso diventavano i miei spunti di riflessione e le mie nevrosi erano argomento di discussione. Ero aggressivo ed estremo più o meno come adesso… forse un po’ meno. Però da allora sono migliorato. Ho lasciato Dio a marcire dentro una chiesa e ho imparato che nella vita è meglio pensare che credere. Insomma… mica roba da niente. Da romantico mi sono tramutato in una bestia, da illuso a disilluso, da creativo a produttivo. Insomma… un colpo di fionda dai vent’anni ai quaranta con in mezzo tanta vita passata con i miei amici cari, con le mie fidanzate, con le loro fidanzate, con i viaggi e gli spettacoli fatti insieme. Con quella bicchierata di vita buttata sul tavolo così… a cazzo di cane.
Adesso nell’involuzione delle menti Andrea è diventato Lognuro, Giancarlo è Debranch, Urbano è Urbanovic, Maurizio McLopo, Sergio Zè Canio e tutti gli altri hanno nomi finti e fanno finta di arrabbiarsi… oddio… non proprio tutti… certi si incazzano davvero. Peggio per loro.
Certo quella casetta in via Jenner mi manca molto e ora che so che verrà venduta un po’ mi piange il cuore. L’ultimo ricordo forte che ho è quell’Italia-Spagna a USA 94 con Baggio che segnava allo scadere dopo una sgroppata di Beppe Signori. Esultanza, abbracci, quasi lacrime…. no lacrime no… quelle me le sono conservate per il rigore di Grosso contro la Francia… Poi Andrea è partito militare e l’anno successivo si è trasferito a Cardiff e Giancarlo c’ha ficcato dentro la fidanzata di quel lustro… Ci sono tornato anni dopo per un compleanno… era tutto diverso… quella casa sembrava una bella donna che aveva provato a rimanere giovane con un bel lifting… ma l’età le si leggeva negli occhi.
Stasera ho guardato quel portoncino e quella rampa di scale per un minuto. Riuscivo a intravedere anche il vecchio ascensore… poi ho riacceso lo scooter e sono tornato a casa.
Solo questo.
Buonanotte amici

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Gli occhi sorridenti del giovane Alessandro

6 Maggio 2007 15 commenti


S’accende la luce e sale piano. Si siede, imbraccia la chitarra e comincia a cantare lentamente. Le voci della sala si affievoliscono e il silenzio prende il comando. Solo la sua voce, solo la sua chitarra. Lo scuro diventa rosso, il palco si riempie di musicanti clochard. Violini, fisarmoniche, tromboni… Esplode la musica. Possiamo vedere il suo volto sorridente, la sua emozione mentre canta, il cuore che gli batte per gli applausi, la sua soddisfazione nel vedere il pubblico cantare le sue parole. Lui continua a lottare allargando le braccia e ringraziando tutti. Alla fine ci chiede di non lasciarlo solo e noi non lo lasceremo solo mai.

Mannarino Live alla Locanda Atlantide

http://www.youtube.com/watch?v=gD4vEytrGWQ

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SOLIDARIETA’ CON I TERRORISTI

3 Maggio 2007 10 commenti


Amici, Andrea ha detto solo sacrosante verità. e il quotidiano della Santa Sede equipara le parole di Rivera a un atto “terroristico”: “E’ terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell’amore. E’ vile e terroristico lanciare sassi, questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile”.
Io credo che la folla è eccitabile perchè stufa dell’ipocrisia di una Chiesa porchereccia.
Daje Andrè! Nun mollà!

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TUTTI DA CARLETTO

28 Aprile 2007 9 commenti


Andiamo amici!!!

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L?addio di Ugo e Dora che nella vita hanno sbagliato tutto

23 Aprile 2007 4 commenti


(Ugo e Dora notevolemente arrabbiati in un parlatorio di un carcere mentre un secondino li osserva)

Ugo – E? colpa tua se nostra figlia suora è stata coinvolta nello scandalo delle videocassette pornografiche.

Dora – Come potevo immaginare che avrebbe tramutato quel convento in una alcova.

Ugo ? Avresti dovuto capirlo. Fin da piccola invece che con le bambole la facevi giocare con i mattarelli.

Dora ? Ma perché mi aiutava a fare le crepes.

Ugo ? E che si fanno col mattarello le crepes ?!!

Dora ? Non avevamo i soldi per comprare la piastra rotonda. Ti ricordi che lavoro facevi allora,si?

Ugo ? Certo che mi ricordo.

Dora ? E ti ricordi l?umiliazione che hanno provato i nostri figli a scuola quando gli altri bambini li canzonavano cantando : ? Tuo padre è l?uomo-hamburger,tuo padre è l?uomo-hamburger?.

Ugo ? Non avevo un altro lavoro,cosa dovevo fare?

Dora ? Cosa dovevi fare? Cercarti un altro impiego. Poi non ti lamentare se tuo figlio grande diventa rosticciere.

Ugo ? Cristo! Odio vedere il mio cognome affianco alla scritta ?Girarrosto?.

Dora ? Ecco.

Ugo ? Ma non è colpa mia. Le ho provate tutte.

Dora ? Eri ridicolo con quel vestito da hamburger. Ed era inquietante quando le persone ti schizzavano il ketch-up in bocca.

Ugo ? Era solo un gioco, lo facevo per divertirli.

Dora ? Ti prendevano in giro, minchione!!

Ugo ? Ero come?un attore.

Dora ? Eri un pagliaccio, un clown da quattro soldi.

Ugo ? ?E? per questo vero?

Dora ? Cosa?

Ugo ? E? per questo che hai cominciato a tradirmi con i Vigili Urbani.

Dora ? Non dire scemenze?l?avrei fatto comunque.

Ugo ? La divisa, il prestigio. Ecco perché insistevi che io facessi il corso in Polizia.

Dora ? Avresti fatto un lavoro dignitoso almeno.

Ugo ? E quando facevamo l?amore volevi che ti dessi gli ordini. E poi hai cominciato con le manette, i manganelli e quella maledetta pistola che mi ha rovinato!

Dora ? Non è colpa mia se non sai mettere la sicura ad una 38 Special.

Ugo ? E che ne sapevo io. Eri tu che l?avevi rimediata dal tuo amico ornitologo.

Dora ? Ma te l?ho data scarica! Sei tu che ci hai messo le pallottole.

Ugo ? Sei tu che me lo hai chiesto. Era per spaventarti. E poi urlavi come un ossesso: ?Sparami porco, fammi fuori porcello, fammi fuori?.

Dora ? Era un gioco erotico, un semplice gioco erotico. Non era di piombo il proiettile di cui avevo bisogno.

Ugo ? Viziosa! Mi hai rovinato! Mi stava pure simpatico il signor Knupfler. Era una brava persona.

Dora ? Ma che simpatico, ma che brava persona! Perché pensi che si è preso una pallottola in mezzo alla fronte?

Ugo ? Perché?

Dora ? Perché ci stava spiando. Era un guardone. Un guardone della peggiore specie.

Ugo ? E tu che ne sai?

Dora ? Ti ricordi quel periodo che ci servivano i soldi per mandare nostro figlio piccolo al corso di deltaplano?

Ugo ? Si.

Dora ? Ti ricordi che un giorno sono arrivata con tremila euro in mano?

Ugo ? L?eredità di tua zia Rachele morta in Canada.

Dora ? Nossignore. Non ho mai avuto una zia Rachele.

Ugo ? Eh?

Dora ? E il Canada non esiste.

Ugo ? Cosa? Ma come no? Sta sotto all?Alaska?

Dora ? Ma quale Alaska! Me li aveva dati il signor Knupfler.

Ugo ? E perché?

Dora ? Mi dava cento euro per guardarmi mentre andavo in bagno.

Ugo ? Cosa?

Dora ? Andavo a casa sua a fare i miei bisogni, lui mi guardava e mi dava un centone.

Ugo ? Ecco perché in quel periodo compravi sempre la confettura di prugne.

Dora ? E le Fave di Fuca.

Ugo ? Ti sei?ti sei?prostituita. Ecco da chi ha preso nostra figlia suora.

Dora ? Piano con le parole. Lui non mi ha mai messo un dito addosso.

Ugo ? Si ma ti ha guardato mentre?che schifo!

Dora ? Dai, non esagerare. Poteva andare peggio. Pensa se lo faceva lui?

Ugo ? A me non lo hai mai permesso.

Dora ? Dammi un centone e se ne può parlare.

(la conversazione si fa più pacata)

Ugo ? Troppo tardi. Dopo tutti questi anni di galera non ho più stimoli. Sai a cosa ho pensato il giorno che nostro figlio piccolo si è schiantato col deltaplano su quella Panda rossa parcheggiata?

Dora ? A cosa?

Ugo ? A nostro figlio rosticciere. A tutti i supplì che è costretto a friggere, ai polli che è costretto ad arrostire, alla lasagna al forno che è costretto a farcire.

Dora ? Forse è per questo che è così grasso.

Ugo ? Pensavo a quella volta che quella ragazza lo ha rifiutato perché lui odorava di pecorino. E? colpa nostra, Dora?è colpa nostra.

Dora ? Avremmo dovuto regalargli un deodorante.

Ugo ? Non si meritava una madre puttana.

Dora ? E un padre carcerato.

Ugo ? Non venire più a trovarmi, Dora. Non ti voglio più vedere.

Dora ? Ma aspetta, pensiamoci. Ricominciamo.

Ugo ? E con quali soldi?

Dora ? Potrei mettermi a vendere le videocassette di nostra figlia suora. Nell?ambiente sono già un cult.

Ugo ? No basta.Dora?

Dora ? Ugo?

Ugo ? Vattene via, ti prego,per sempre.

Dora ? D?accordo. Me ne vado. Posso almeno mandarti le arance di tanto in tanto?

Ugo ? No. Lasciami morire, ti prego, rifatti una vita, sparisci.

Dora ? Le pesche?

Ugo ? No, no.

Dora ? Almeno le nespole.

Ugo ? Sì, va bene, le nespole sì.

Dora ? Addio Ugo?

Ugo ? Addio Dora?

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E Beppe Grillo chiede: dov’è Tronchetti?

16 Aprile 2007 1 commento


Piccolo show del comico Beppe Grillo prima dell’avvio dei lavori assembleari di Telecom Italia. Grillo, presente come azionista, ha incontrato la stampa
fuori dai cancelli della sede della Telecom a Rozzano. «Tronchetti non c’è – ha spiegato -, non è venuto neanche questa volta, la prima fu due anni fa a Siena in cui doveva parlare di etica dell’ informazione con Andreotti!». Grillo ha anticipato alcuni argomenti del suo intervento in assemblea: «Chiederò – ha detto – dove sono finiti i 45
miliardi espropriati ai piccoli azionisti e perchè questi non possono avere una rappresentanza vera». Il comico ha quindi ricordato come la Consob «mi ha mandato
tre lettere dicendo che posso creare turbativa, con il presidente della Consob Cardia ormai ho un rapporto di affetto».
Grillo ha quindi mostrato il bilancio Telecom giudicandolo come «una cosa da neuropsichiatria, si sono venduti tutto». A chi gli chiedeva come giudicasse la possibile offerta della cordata formata dagli americani di At&T e dell’America Movil del
miliardario messicano Carlos Slim, il comico ha risposto: «Figurati se uno degli uomini più ricchi del mondo si compra un cadavere simile, comunque con il 13% del capitale della società la controllerebbe, una percentuale ancora inferiore a quella di cui disponeva Tronchetti». Rivolto poi al presidio dei sindacati che stazionano davanti
ai cancelli Grillo ha spiegato: «Dovevate venire qui in 80 mila perchè se arriva il messicano caccerà 30 mila di voi».

Grande!

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Quanto è bono l’odore der vento

16 Aprile 2007 2 commenti
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