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Archivio Giugno 2006

L’amicizia nostra

26 Giugno 2006 23 commenti


Chè da vent’anni si festeggiano i compleanni tutti insieme
chè ci si racconta sempre gli stessi dannati episodi
chè chilo più chilo meno siamo sempre gli stessi
chè come al solito qualcuno è immancabilmente single
chè gli altri si sposano e fanno figli mentre noi organizziamo vacanze
chè ci avviciniamo ai 40 ma siamo irriducibilmente attaccati ai 20
chè siamo dolci e severi allo stesso tempo
chè ogni tanto ci presentiamo fidanzate e fidanzati vari
chè diciamo pure che stavolta questa/o me la sposo
chè a turno c’è uno troppo depresso e uno troppo euforico
chè abbiamo 10.000 fotografie tutte uguali con noi abbracciati che ridiamo
chè alla fine ci regaliamo sempre libri, CD e DVD
chè cambia la musica di sottofondo ma la pasta fredda è sempre quella
chè ci diciamo che in quel posto dobbiamo assolutamente tornarci insieme
chè nessuno vuole che gli altri crescano troppo così sta tranquillo
chè ci terrorizza pensare a uno di noi che tiene in braccio un neonato
chè siamo diventati una specie di famiglia alternativa allargatissima
chè in questo mutuo soccorso forse ci facciamo più male che bene
chè i caratteri rimangono sempre fastidiosamente uguali
chè siamo pienamente consapevoli dei difetti di ognuno ma ci frega cazzi
chè ogni volta che serviva c’eravamo tutti
chè ogni volta che serviva non c’era mai nessuno
chè se pensiamo a quel giorno al mare di tanti anni fa ci viene da piangere
chè ci siamo scritti centinaia di cartoline
chè ci siamo inviati migliaia di mail
chè ci siamo fatti milioni di telefonate
chè ci siamo regalati miliardi di risate
chè volenti o nolenti siamo legati a doppio filo e ci saremo per sempre

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…è il mio unico raggio di luce

16 Giugno 2006 6 commenti


NAPOLI – È una mamma-bambina quella che fra qualche giorno sosterrà gli orali dell’esame di terza media. Accade a Napoli, nel rione Forcella, uno dei quartieri più difficili della città e dove si è costretti a convivere con le faide della camorra. E la storia di N. C., ha commosso tutti, anche per la difficile situazione in cui versa la famiglia della ragazzina che ha il padre ammalato in carcere e la mamma costretta a occuparsi a tempo pieno di tutto con pochissimi mezzi economici a disposizione.

La giovanissima, fidanzata con un futuro papà quindicenne, al bimbo non ha mai voluto rinunciare: “è il mio unico raggio di luce”, racconta al quotidiano Leggo. Prima di fare la mamma, a N. toccherà sostenere gli esami di terza media. Come prova d’italiano ha scelto quella di scrivere una lettera ad un amico. “Spero che vada tutto bene – ha detto – anche in matematica”.

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A Cristina e Valerio

5 Giugno 2006 6 commenti


Chiudi gli occhi
ed immagina una gioia,
molto probabilmente
penseresti a una partenza.
Se si vivesse solo di inizi
e di eccitazioni da prima volta,
quando tutto ti sorprende
e nulla ti appartiene ancora.
Penseresti all’odore di un libro nuovo,
a quello di vernice fresca,
a un regalo da scartare,
al giorno prima della festa,
al 21 marzo, al primo abbraccio,
a una matita intera, alla primavera,
alla paura del debutto,
al tremore dell’esordio…
ma tra la partenza e il traguardo
nel mezzo c’è tutto il resto.
E tutto il resto è giorno dopo giorno,
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire,
e costruire è sapere
è potere rinunciare alla perfezione.
Ma il finale è di certo più teatrale,
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione.
Così come l’ultimo bicchiere, l’ultima visione,
un tramonto solitario, l’inchino e poi il sipario.
Ma tra l’attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento
nel mezzo c’è tutto il resto…
e tutto il resto è giorno dopo giorno,
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire,
e costruire è sapere
e potere rinunciare alla perfezione

ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve…

io ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve…

a breve…

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